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Urban agriculture inside the township, ZA

Mdantsane naque nel 1968 dalla rimozione forzata di alcuni abitanti di East London, costretti dall’apharteid a trasferirsi in uno dei bantustan sudafricani, il Ciskei. Oggi Mdantsane è la seconda township del Sud Africa dopo Soweto, un’importante area urbana in cui vivono circa 170.000 persone. Incubatrice di una nuova classe emergente, intorno alla township si estende però una sempre più ampia bidonville, afflitta dal problema della povertà e della disoccupazione, che raggiunge picchi fino al 71%. In queste zone, e tra le fasce più povere della popolazione, il problema della sicurezza alimentare è ancora vivo. Per queste ultime l’agricoltura urbana contribuisce al duplice scopo alimentare e occupazionale.

Il progetto NetAfrica, dell’associazione Oxfam Italia, ha promosso la creazione di tre cooperative agricole, creando lavoro a 50 persone, di cui il 90% donne. Ogni cooperativa è stata dotata di una serra e delle attrezzature necessarie alla coltivazione idroponica, una tecnica  “fuori suolo” che permette un’alta produttività coltivando le piantine in una soluzione di acqua e principi nutritivi laddove per motivi di scarsa fertilità o disponibilità del suolo non è possibile utilizzare metodi di agricoltura tradizionali, caratteristiche che la rendono ideale per il contesto urbano.

La completa autonomia nel processo produttivo, dalla coltivazione alla confezione dei pomodori, ha permesso di ridurre i costi ed aumentare gli introiti delle donne lavoratrici, permettendo loro una vita dignitosa con un reddito medio pari a circa 1200 rend al mese (circa 120 euro).

Nel 2013 La Cooperativa Buffalo City Organic Producer, una delle 3 cooperative del progetto NetAfrica, ha ottenuto il riconoscimento di “migliore azienda femminile”, rilasciato dal ministero dello sviluppo rurale e della riforma agraria della provincia dell’Eastern Cape.

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